La band degli Air nasce nel 1995. Il nome è un omaggio al grande architetto svizzero Le Corbusier, idolo di Godin, ma anche l’acronimo di “Amour, Imagination, Rêve” (“Amore, Immaginazione, Sogno”). Appassionati di tecnologia e di modernariato musicale, i due novelli corrieri cosmici setacciano vecchi Korg e Rhodes, assieme a svariati modelli di vocoder. E meditano una missione impossibile: usare la loro sapienza elettronica, temprata dall’ascolto di numi come Kraftwerk, Jean-Michel Jarre e Vangelis, per riportare alla luce addirittura l’easy listening, le sonorità più retrò della madrepatria e non solo (Serge Gainsbourg, Françoise Hardy, colonne sonore anni 60-70, exotica, chill-out, lounge music), senza disdegnare di sporcarsi le mani con tutto ciò che, fino a quel momento, era stato messo al bando dall’indie-mondo (Euro-disco? Space-disco? Sì, perfino loro…). È un’alchimia perfetta: l’approccio più sperimentale ed elettronico di Godin si combina con la formazione più classica di Dunckel, che apporta il decisivo tocco melodico che li porterà al grande successo.
la listening session inizia alle ore 21.30